La Storia di Bracciano

Il territorio di Bracciano, come dimostrano numerosi reperti, è stato abitato fin da epoca etrusca, ma la formazione dell’insediamento urbano risale al medioevo. Il Calisse ci racconta che nel XI secolo Bracciano e Manziana (allora chiamata Santa Pupa) appartenevano alla famiglia dei Prefetti di Vico; furono loro a fare costruire la rocca fortificata sulla cima della collina.

Il primo documento riguardante Bracciano risale al 1234 e riguarda i confini del Castrum Brachiani. Si intendeva per castrum un luogo fortificato: Bracciano aveva quindi a quel tempo una rocca e delle fortificazioni.

Il nome di Bracciano (chiamato nel corso del medioevo Brachianum, Brazanum, Brasanum o Barcenium) è legato alla parola “braccio”. Lo stemma stesso del paese rappresenta un braccio che tiene una rosa, simbolo della famiglia Orsini, mostrando così il legame tra la Comunità ed il suo signore.

I Prefetti Di Vico conservarono la proprietà del territorio di Bracciano per tutto il XIV secolo, seppure con qualche interruzione; dopo di loro il territorio passò di proprietà alla famiglia Orsini. Non c’è una data esatta che segna l’avvento di questa famiglia: comunemente si sceglie il 1 Settembre 1419, data che corrisponde all’assegnazione del vicariato di Bracciano agli Orsini per un triennio da parte di papa Martino V. Essi riuscirono in seguito a consolidare il possesso del territorio divenendo feudatari della Chiesa.

Gentil Virginio Orsini Duca di Bracciano (Clicca per Ingrandire)Fu Napoleone Orsini, nel 1470, a dare inizio ai lavori di costruzione dell’attuale castello, capolavoro di architettura militare e civile, ampliando quella che era stata la rocca Di Vico.
La costruzione fu completata, dopo la sua morte, dal suo figlio Gentil Virginio, che chiamò a decorare il palazzo Antoniazzo Romano, uno dei principali pittori romani di quel tempo.

Sotto il governo Gentil Virginio Bracciano raggiunse la sua massima estensione territoriale, diventando il maggior feudo dello Stato Pontificio.

Bracciano è legato alla discesa in Italia del re francese Carlo VIII. Gentil Virginio era, con altri condottieri, a capo dell’esercito napoletano, avversario di Carlo VIII ed alleato del papa Alessandro VI. Il papa ordinò all’Orsini di bloccare il passaggio del re francese sulle sue terre, a nord di Roma. Gentil Virginio però, preoccupato per la sorte dei suoi possedimenti, incaricò suo figlio Carlo di trattare segretamente con il re di Francia, mettendogli a disposizione i suoi castelli.

Il papa accusò Gentil Virginio di tradimento, scomunicandolo e muovendo guerra al suo stato. Bracciano, attaccata nel 1496, fu difesa dai coniugi Bartolomea Orsini e Bartolomeo d’Alviano. Fu in quell’occasione che venne costruito il bastione detto “della Sentinella”, modificando la preesistente cinta fortificata. Bracciano resistette all’assedio diversi mesi, finché la battaglia si spostò a Soriano, dove le truppe Orsini sconfissero quelle pontificie. Nel frattempo Gentil Virginio era morto in carcere.

Isabella De Medici (Clicca per Ingrandire)

Importante fu per Bracciano Paolo Giordano I Orsini, che sposò nel 1560 la figlia del granduca di Firenze Isabella De Medici. Nonostante ciò che riportano molti storici lui non la uccise ed, anzi, il loro fu un matrimonio d’amore, come è dimostrato dalla fitta corrispondenza conservata presso l’Archivio Capitolino di Roma; lei morì infatti di morte naturale. Paolo Giordano fece costruire a Bracciano il primo acquedotto ed impiantò in paese alcune attività industriali: le ferriere, una arazzeria, una tipografia, l’industria dello zolfo. Alla fine del Cinquecento Bracciano era abitato da circa 700 famiglie, quindi aveva oltre 3.000 abitanti.

Degno di nota fu Virginio II Orsini, nato nel 1572 da Paolo Giordano I ed Isabella De Medici. Virginio, discendente di due importanti casate ed educato alla corte medicea di Firenze, ebbe contatti con molti personaggi illustri, come il re di Francia Enrico IV, sposo di sua cugina Maria De Medici, e la Regina Elisabetta I d’Inghilterra. Sposò Flavia Damasceni Peretti, che gli diede 11 figli; per quanto grandi fossero le sue ricchezze, pure la sistemazione della sua prole influì negativamente sulla situazione economica della famiglia, già problematica.

Uno dei figli di Virginio, che aveva lo stesso nome del padre, entrò nell’ordine dei Carmelitani Scalzi; fu lui a donare all’Ordine la terra sulla quale, nel 1668, fu costruito l’eremo che fu detto in suo nome di Montevirginio.

A don Virginio successe suo figlio Paolo Giordano II, uomo colto, amante della letteratura e della musica. Sposò Isabella Appiani, principessa di Piombino, dai possedimenti della quale ricavò il ferro che veniva lavorato nelle ferriere del suo stato. Questo, però, non servì a sistemare l’economia familiare, sulla quale influirono negativamente le pesanti spese che Paolo Giordano fece per riorganizzare la fanteria del suo stato feudale e per armare due galeoni militari.

Le condizioni della famiglia Orsini andarono peggiorando, tanto che nel 1696 Flavio Orsini fu costretto a vendere il ducato di Bracciano, che fu acquistato dalla famiglia Odescalchi.

Gli Odescalchi mantennero la proprietà del feudo fino al 1803 quando, in un momento di difficoltà economica, furono costretti a venderlo al marchese Torlonia ma con patto “jus redimendi”, cioè con la possibilità stabilità contrattualmente di ricomprarlo. Ciò avvenne nel 1848, dopo il matrimonio di Livio III con la ricchissima principessa polacca Sofia Branicka.

La famiglia Odescalchi è ancora oggi proprietaria del castello; si deve a don Livio IV l’apertura del castello al pubblico nel 1952.

Un Commento.

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  1. 08 luglio 2011 alle 12:36 pm

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