Acquedotto Traiano

Nel Gennaio 2010 è stata scoperto il Caput Acquae dell’acquedotto inaugurato nel 109 d.c dall’imperatore Traiano, il penultimo degli acquedotti che rifornivano Roma.

Esso era lungo 57 km, il percorso era per la maggior parte sotterraneo, e (con una pendenza media di circa 2.5 m per km) ogni giorno portava nella capitale 118,200 m³ di acqua, che equivale a 118200 L.

La scoperta è avvenuta tra i comuni di Bracciano e Manziana, portando alla luce la prima sorgente dell’acquedotto ed un Ninfeo (un tempio dedicato alle ninfe, o al dio della sorgente).

La scoperta è molto importante perché illustra come i romani, incanalando l’acqua in due laghetti e utilizzando pozzi, cunicoli convergenti e strutture alte più di 8 metri siano riusciti a creare la base per poi far partire l’acquedotto che avrebbe abbeverato la zona urbana di Trastevere; l’unico problema odierno è accedervi, anche se, una volta dentro, tutti i canali, essendo prosciugati, sono percorribili.

In passato sia gli Ostrogoti (537 d.c), che i Longobardi (752 d.c), danneggiarono l’acquedotto che fu restaurato nel 700-800, per opera dei due papi: Adriano I e Gregorio V .

Nel 1600 fu interamente ricostruito, diventando quello che oggi è l’acquedotto “Acqua Paola”.

Oggi questa scoperta non potrà essere ammirata, perché nel sito archeologico non si possono effettuare visite turistiche.

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