Piazza del Comune

Piazza del Comune

Piazza IV Novembre (meglio conosciuta come Piazza del Comune), è uno dei luoghi più frequentati del Comune di Bracciano.

E’ un luogo di incontro per gente di tutte le età, che sedendosi sulle panchine cosparse intorno e centralmente l’area della Piazza  possono godere della vista di una Bracciano storica.

Al centro della Piazza del Comune è presente la Fontana Comunale di Bracciano, circondata da due aiuole veramente ben tenute.
Su un lato si può ammirare il Monumento ai Caduti, sul quale sono presenti i nomi dei soldati braccianesi caduti in guerra durante la Prima (lato sinistro) e la Seconda Guerra Mondiale (lato destro), al centro troviamo un bassorilievo che ha come soggetto dei militari, mentre sull’altro c’è un fantastico panorama del campanile della chiesa e del Castello di Bracciano.

Sui restanti due lati possiamo ammirare il Palazzo Comunale, la cui storia, insieme a quella della fontana di Bracciano, è narrata poche righe più in basso, e la Via principale di Bracciano, Via Principe di Napoli, sul lato opposto

L’accesso alle macchine è vietato ed è possibile capitare nella Piazza durante feste o manifestazioni del Paese in cui è montato un palco e sono fornite sedie per i cittadini che vogliono guardare spettacoli, concerti e molto altro, in base al periodo ed al tipo di manifestazione.

La storia della costruzione della Piazza che si trova nel pieno del centro storico Braccianese deve necessariamente partire dalla storia del Palazzo Comunale di Bracciano.

Il Palazzo Comunale, il teatro e la fontana

Il 7 Gennaio 1619, nel periodo della famiglia Orsini, rendendosi conto che l’allora palazzina comunale non era più in grado, a causa delle dimensioni, di assolvere adeguatamente alle funzioni comunali per cui veniva utilizzata e di rispettare quelle che erano le aspirazioni dei vassalli braccianesi, il consiglio Comunale decise di decidere l’acquisto di un pezzo di terra fuori dalle porte di Bracciano (dove oggi inizia Via Umberto I) per costruire un nuovo edificio comunale.

La costruzione del nuovo edificio comunale cominciò pochi giorni dopo, ma i lavori procedettero disordinatamente, tanto che, nel 1629 vennero affidati i lavori in mano ad un architetto braccianese allora residente a Roma, Orazio Turriani, a patto che questi lavori non sarebbero durati più di 3 anni.

L’unica rappresentazione della facciata che progettò l’architetto Turriani e che realizzarono mastro Tullio Quadri ed i suoi compagni muratori, si trova presso la famiglia Orsini. Una facciata sviluppata verticalmente spinta da due alti loggiati identici e sovrapposti, piccole finestre quadrate e delle soffitte con schema bipartito tipico dell’epoca ripetuto.

Nel 1639 cominciarono ad esserci dei problemi con i muri, che dovettero essere sostenuti. Nello stesso anno Orazio Turriani divenne Priore e chiede ad un cittadino che stava costruendo un palazzo vicino all’edificio comunale, se quel nuovo edificio poteva fare da sostegno all’edificio comunale e la proposta venne accettata.

Il progetto del secondo palazzo passò anch’esso tra le Mani del Turriani, che irrobustì e definì il palazzo della Comunità come possiamo ancora vederlo oggi, tranne per le modifiche della facciata.

Nel 1659 di fronte alla chiesa della Visitazione (inaugurata nel 1669 con una festa nel nuovo Palazzo Comunale), venne costruita una fontana sotto la proposta del Duca di Bracciano.

La fontana fu costruita subito, ma a causa dei problemi delle tubature in coccio a volte l’acqua non arrivava bene o per niente alla fontana.

Per rimediare ai problemi della fontana, si sostituirono le tubature in coccio con quelle in piombo e, sempre nello stesso periodo, si fece una condotta sempre in piombo per raccogliere l’acqua piovana che causava danni sul tetto del Palazzo Comunale.

Il Comune di Bracciano venne acquistato dagli Odescalchi nel 1696, nel 1701 si decise di costruire all’interno del Palazzo un Teatro Comunale, il duca contribuì regalando del materiale di scena, scene e pitture.

Le rappresentazioni teatrali a bracciano in quel periodo sono documentate sicuramente nelle feste del patrono San Sebastiano Martire, periodo in cui a Bracciano si organizzavano anche dei palii, poi nel periodo di Maggio, Natale, Carnevale e durante le visite di personaggi importanti.

Nel 1710 ci furono altri problemi con la minaccia di crollo del palazzo, venne affidato il compito a Mastro Vignoli di apportare le modifiche e le misure effettuate da Carlo Buratti che si occupò anche degli arredamenti interni.

Il Buratti salvò la loggia superiore facendoci inserire delle converse di piombo.

Nel frattempo, l’acqua della fontana continuava a mancare perchè una parte delle tubature lungo la Via dei Cappuccini era di coccio e si trovava sopra il terreno, quindi era stata rovinata dal continuo passaggio dei carri che transitavano nella via.

Nel 1741 il principe Odescalchi concesse, sotto la richiesta dei braccianesi, il permesso di costruire una nuova fontana, nel 1743 i lavori per la costruzione della fontana che possiamo tutt’oggi vedere erano stati ultimati.

La fontana era formata da due tazze di pietra sovrapposte, separate da un nodo slanciato, riprendendo lo stile delle fontane romane di epoca barocca, ed un appesantimento nella tazza inferiore.

Nel 1747, in occasione della venuta del duca con la sua sposa, venne ripulito il Palazzo Comunale e venne comprato un sipario nuovo per il teatro e nel 1754 si comprò un intera scenografia per gli spettacoli, questa era quella che può essere definita l’età d’oro del teatro di Bracciano, ma il problema era nella struttura perchè gli spettatori rischiavano che il tetto cadesse sopra le loro teste e continuavano ad entrare spifferi d’aria all’interno del teatro.

Tra il 1770 ed il 1774 il palazzo subì ulteriori lavori, le due logge vennero chiuse creando una nuova facciata piena, vennero ricostruiti interni muri dalle fondamenta, la sala consiliare venne spostata nello spazio ricavato nel togliere la loggia superiore e venne inserito un grande camino.

Sulla facciata vennero innalzate le <armi grandi> del duca e della comunità dipinte da Antonio Sirleti.

Le ultime modifiche del Palazzo Comunale avvennero nella seconda metà dell’ottocento secondo un progetto minuzioso dell’ingegnere comunale Paniconi, erano previste nuove funzionalità per l’edificio come un salone da ricevimento con annesse cucine per i matrimoni civili o per ospiti di riguardo, decorazioni varie, venivano eliminati stipiti e cornici di macigno per nuove in marmo bianco o pietra manziana.

Proprio in quel periodo per motivi di sicurezza si decise di demolire il piccolo, ma storico e prezioso teatro comunale, perchè costruito in legname così vecchio che avrebbe potuto facilmente andare in fiamme e si spostò al primo piano del Palazzo la statua di Venere e Adone del Braccianese Cristoforo Stati, costruita in marmo.

Si allinearono dei busti di cittadini benemeriti, quello di Dante, scolpito nel 1873, e quello di Mussolini , che venne poi immediatamente fatto sparire nel dopoguerra. Nel 1926 nella sala del consiglio si dipinsero dei modesti affreschi.

Monumento dei caduti

La storia del monumento dei caduti è legato alla costruzione della scalinata che collega Piazza IV Novembre a via XX Settembre.

Nel 1916 il progetto presentato dall’Ingegner Coltellacci di costruire questa scalinata, necessario per mettere in comunicazione due luoghi molto frequentati, viene approvato e subito accantonato per mancanza di fondi.

Con la fine della prima Guerra Mondiale infatti nacque la tendenza soprannominare le Piazza dei comuni italiani con nomi che ricordassero le vittorie italiane, sia per la memoria della guerra vinta, che per un senso di coesione nazionale creatosi dopo la guerra. Proprio in quel periodo la Piazza del Comune, che si chiamava Piazza delle Monache, venne soprannominata Piazza IV Novembre e la Via del Fontanone divenne via XX Settembre.

Si comincia a riparlare del progetto nell’anno 1919, anno in cui si decise di erigere un monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, così il consiglio comunale Braccianese decise di unire le spese del monumento a quelle preventivate della scalinata.

Il monumento originale venne totalmente sostituito da uno più recente dopo la seconda Guerra Mondiale, con il triste “aggiornamento” dei Braccianesi caduti in guerra.

Fonti: Il “palazzo fuori della porta” di Bruno Panunzi.

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